«Ciao, a dopo.»
Ma quel dopo non c’è mai stato.
O meglio c’è stato un altro dopo, un dopo diverso, diversissimo.
Quando Christian è uscito di casa e ha detto: «Ciao, a dopo.»
Ma quel dopo non c’è mai stato.
O meglio c’è stato un dopo che mai avrei potuto immaginare, mai e poi mai in questa vita, un dopo di cui nessuno in questa vita mi ha mai mai parlato.
Nessuno mi aveva mai detto: che davvero si può morire così.
A scuola, all’università, nei corsi, nelle formazioni, negli aggiornamenti, nelle specializzazioni: nessuno, mai.
Tra tutto, tutto, tutto il resto: no, questo no.
È stato come quando si sente dire: «Era una giornata come tante altre».
Anche se in verità: qualcosa di insolito già c’era.
Mi ricordo quando Christian voleva andare a tagliarsi i capelli, ma i barbieri erano già chiusi.
Ma comunque: Stephen King ha detto che: l’orrore nasce da uno sfasamento nel quotidiano.
Che parola: lo sfasamento.
È stato così.
Un attimo.
È stato quando io: sto ancora a casa e poi esco, rientro e ...
Tutto, già, successo.
Tutto già lì, davanti ai miei occhi, ma io non me ne accorgo.
Così.
Lunedì pomeriggio. Primavera.
In fondo potrei ridurre tutto a questo.
In fondo avrei potuto, potrei limitarmi a scrivere solo questo post.
In fondo, poi, per quanto mi riguarda il punto, il fulcro, il nodo: sta proprio qui.
A volte ho scritto anche: l'amputazione.
Il giorno in cui tutto cambiò.
Ho scritto una volta di questo giorno: «Mai troppo lontano – Il giorno in cui tutto cambiò.»
Un’altra volta ho scritto: «Se tu tornassi, troveresti ancora le tue arance. Quelle che hai lasciato nella retina rossa, in cucina, sul davanzale, quando sei uscito di casa senza mai più tornare. Le ho portate con me, ovunque io sia andata.»
Oggi, che scrivo queste cose qui: tutto all’improvviso è lontano, lontanissimo da me, da noi, lontano anni luce e galassie.
Un’altra dimensione.
E non perché, evidentemente, il tempo è passato.
Poi, come uno non vi fosse senza l’altro, nello stesso momento: lo schianto.
Mi ricordo quando ho scritto: «Perché in fondo per me si è trattato, si tratta per quanto mi riguarda, per quanto riguarda la tua morte, si tratta: del richiamo del sangue.»
Il richiamo del sangue.
Il mattino dopo: qualcuno suona alla mia porta.
Se hai vissuto o stai vivendo un lutto grave e vuoi lasciare un tuo pensiero, ricordo, una tua testimonianza, puoi farlo qui sotto.
Nora
#il mio lutto
#vivere il lutto oggi
#l’inizio di tutto
#il giorno in cui tutto cambiò

Scrivi commento