Primavera- Sei anni fa
27. aprile 2026
«Ciao, a dopo.» Ma quel dopo non c’è mai stato. O meglio c’è stato un altro dopo, un dopo diverso, diversissimo. Quando Christian è uscito di casa e ha detto: «Ciao, a dopo.» Ma quel dopo non c’è mai stato. O meglio c’è stato un dopo che mai avrei potuto immaginare, mai e poi mai in questa vita, un dopo di cui nessuno in questa vita mi ha mai mai parlato.

Marzo - Le cose che non conosciamo, sono in cammino
23. marzo 2026
March is the Month of Expectation. The things we don't know - [...] are coming now - (Emily Dickinson) Mi viene incontro questa poesia. Quasi un anno dopo la tua morte. Ah. Devo dire: una stilettata bella e buona. Ma nel senso che: queste righe mi parlano così tanto. Mi dicono, così tanto. Per via della concatenazione degli eventi, dei piccoli grandi eventi. Prima che tutto cambi.

Le eccezioni nel lutto
16. marzo 2026
Non che non vi siano. Che non siano importanti. Che il loro valore non risulti già dalla parola stessa. Eccezioni. Non che tutto questo qui non si abbia presente. Avere vicino, intorno a noi anche solo una persona con la quale non dobbiamo camuffare il nostro dolore per la morte di una persona cara, è una grande, infinitamente grande eccezione. Qualcuno con cui poter essere autentici, non dover smorzare, mitigare.

Di quale lutto/morte parli?
09. marzo 2026
Del lutto e della morte dell'uomo comune, della morte e del lutto del privato cittadino, del lutto e della morte che riguardano prima o poi tutti in questa vita. La parola in sé dice già molto. Laddove qualunque altro aspetto della nostra esistenza viene sollecitato alla condivisione reale e sempre più virtuale, la morte e il lutto invece: sono, restano qualcosa di assolutamente privato.

Lutto e aspettative sociali
07. febbraio 2026
La stragrande maggioranza dei contenuti dedicati all'elaborazione del lutto parlano di un tempo che oscilla fra i 6 e i 12 mesi, varcando a volte la soglia ulteriore dei 18 e mai superando quella dei 24. Sembra dunque esistere un tempo ufficialmente concesso al lutto, oltre il quale sembra tuttavia lecito chiedersi; che cosa dovrebbe mai avvenire? Quale la linea di demarcazione tra questo tempo e ciò che viene dopo?

Inverno - Tra i mondi
22. gennaio 2026
Mi dicono: «Passerà». Mi dicono: «Andrà meglio.» Ma: come fanno a saperlo? Non si tratta di loro, Non è successo a loro. La loro vita prosegue come prima. E poi: i tempi sono tutti al futuro. Passerà. Andrà ... Ma che ne è di ora, qui? Il fatto è che questo dolore è diverso da tutti gli altri. Diverso da tutte le altre interruzioni, conclusioni vissute finora.

Lutto e Natale
15. dicembre 2025
Mi ricordo il primo Natale dopo la tua morte. Il senso dell'assurdo del primo Natale dopo la tua morte. Non che fosse necessario il Natale per conclamare il senso dell'assurdo. Però, diciamo, che il Natale è stata una buona occasione per rimarcarlo. Il senso dell'assurdo, l'assurdo in sé, di tutte le cose che continuavano a succedere,

Sul mito del: lasciar andare. Ma davvero dobbiamo?
20. novembre 2025
Lasciar andare. Ancora e ancora incontriamo, sentiamo, leggiamo questo termine quando viviamo il dolore per la perdita di una persona amata. È un ritornello, un leitmotiv, anche se mi spiace usare in questo senso il termine: un mantra. Lasciar andare il defunto o la defunta, ma io vorrei dire direttamente il morto o la morta. Lasciar andare l’evento morte e ciò che esso ha comportato e portato nella nostra vita.

Autunno - Nell'altra stanza
09. novembre 2025
Foglie rosse e quelle bianche. È tutto un attimo. Mi ricordo l’autunno dopo la tua morte. Io che striscio di dolore. Sono solamente andato nell’altra stanza. Ah. Ma di fatto sei morto da sei mesi. Ma nell’altra stanza ci sono due italiani. Ho trovato una stanza a piano terra. Mi va bene, perché anche solo fare le scale mi schianta.

Vedova a 37 anni
03. ottobre 2025
Utilizzo volentieri per me la parola: vedova. A un certo punto ho constatato questa cosa. A un certo punto è venuta un po’ da sé. Altri forse preferiscono evitare i termini: vedova, vedovo. Io preferisco vedova al giro di parole che dovrei usare. Perché vedova dà esattamente voce a quella cosa che, per quanto mi riguarda, è stata fin da subito tra le poche veramente chiare, direi cristalline.

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